Articolo · 18 febbraio 2022

Gestione integrata degli incendi di interfaccia urbano-foresta: il caso di studio dei comuni di Riba-roja de Túria e Paterna

Articolo tecnico su GUARDIAN, caso di gestione integrata degli incendi: tagliafuoco verdi, acqua rigenerata, ecosistemi e partecipazione.

PASTOR, E.1, DALMAU, F.2, ANGUIANO J.3, RUIZ M.4, DEL CAMPO. A.5, HERNÁNDEZ, F.6, GALISTEO, A.7, ADOBES, V.8

1 Centre d’Estudis del Risc Tecnològic, Universitat Politècnica de Catalunya – BarcelonaTech

2 Medi XXI Gabinet de Solucions Ambientals, S.L.

3 HIDRAQUA, Gestión Integral de Aguas de Levante, S.A.

4 Cetaqua, Water Technology Centre

5 Universitat Politècnica de València

6 Grupo de Economía del Agua. Instituto Desarrollo Local. Universidad de Valencia

7 Comune di Paterna

8 Comune di Riba-roja de Túria

1. Introduzione

L'Europa si trova in un nuovo contesto di incendi boschivi, dovuto principalmente al cambiamento climatico, con un rischio crescente che si verifichino eventi estremi dalle conseguenze fatali nell'interfaccia urbano-foresta. La Commissione europea prevede che entro la fine del XXI secolo le aree a rischio di incendi boschivi in Europa aumenteranno del 200% (European Comission, 2018). Inoltre, il crescente sviluppo di aree urbane nelle vicinanze delle aree forestali, unito a una scarsa consapevolezza del rischio da parte della popolazione, sta provocando un aumento dell'esposizione e della vulnerabilità delle comunità nelle zone di interfaccia (Wigtil et al., 2016), con enormi sfide per la gestione degli incendi e la protezione civile (Pastor et al. 2020).

Negli ultimi cinque anni l'Europa mediterranea ha subito gravi incendi dalle conseguenze catastrofiche, sul piano ambientale come su quello sociale ed economico. Tra gli incendi boschivi più devastanti di questo periodo si possono ricordare quelli dell'isola di Madeira (2016), nei quali persero la vita 3 persone e le fiamme arrivarono a propagarsi nel centro storico della capitale, Funchal; gli incendi nella Comunità Valenciana (2016-2018), in particolare quelli di Benitatxell e Llutxent, che danneggiarono circa 200 abitazioni; l'incendio di Rognac (Francia, 2016), che minacciò l'interfaccia urbano-foresta e le infrastrutture critiche (per esempio l'aeroporto e un complesso petrolchimico) di Marsiglia, una delle città più popolose della Francia; l'incendio di Pedrógão Grande (2017), il più letale della storia del Portogallo, con 66 morti e oltre 200 feriti; e gli incendi di Mati (Grecia, 2018), che uccisero 102 persone e distrussero completamente un migliaio di abitazioni (Vacca et al, 2020). L'impatto complessivo degli incendi boschivi in questi ultimi anni è stato altissimo e non si dispone ancora di cifre globali. A titolo di esempio significativo, basti ricordare l'impatto relativo al 2017: 1,2 milioni di ettari bruciati, 127 persone morte e 10 miliardi di euro di perdite economiche in tutto il continente europeo (San-Miguel-Ayanz et al, 2018).

Questo nuovo contesto richiede una gestione integrata degli incendi che consideri congiuntamente gli aspetti socioeconomici, ambientali e operativi in tutte le fasi dell'emergenza: prevenzione, preparazione, risposta, impatto e ripristino. La cosiddetta Gestione Integrata del Fuoco (per es. Myers, 2006, Sande Silva et al, 2010) (Integrated Fire Management, IFM, in inglese) fornisce questo quadro di lavoro olistico, andando oltre l'approccio classico che privilegia l'estinzione degli incendi rispetto ad altre strategie. Il paradigma di lavoro dell'IFM integra, tra le altre azioni, i) lo sviluppo di strategie di gestione forestale che includano la prevenzione degli incendi e la conservazione delle risorse naturali, dei servizi ecosistemici e della biodiversità, tenendo conto di politiche climatiche ed energetiche sostenibili; ii) l'aumento della consapevolezza del rischio e della preparazione della popolazione agli incendi; e iii) la co-progettazione e la co-attuazione delle azioni con tutti i portatori di interesse (amministrazioni, corpi dei vigili del fuoco, agenzie di protezione civile, comunità, ecc.)

Il progetto GUARDIAN è un esempio molto rilevante e innovativo di gestione integrata degli incendi applicata su scala comunale. Nello specifico, il suo ambito d'azione riguarda i comuni di Riba-roja de Túria e Paterna (Comunità Valenciana) e il suo obiettivo finale è aumentare la resilienza al fuoco di entrambi i comuni applicando i principi di base su cui poggia l'IFM: una gestione olistica, sostenibile e fondata sulla partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.

Nella sezione 2 vengono presentate le basi del progetto GUARDIAN, con particolare attenzione alle soluzioni tecniche più innovative che compongono il programma di lavoro. Nella sezione 3 si discutono poi le sfide legate all'attuazione di tali soluzioni, nonché la fattibilità e la scalabilità di GUARDIAN ad altri comuni esposti al rischio di incendi di interfaccia. Infine, la sezione 4 raccoglie a mo' di conclusione le lezioni apprese finora.

2. Il progetto GUARDIAN: un esempio di gestione integrata degli incendi nella Comunità Valenciana

La zona periurbana della città di Valencia è composta essenzialmente da un insieme di piccole città il cui attrito con il bosco è, in molti casi, significativo. Questo attrito comporta un notevole pericolo di incendi di interfaccia, dovuto, tra le altre cause, all'abbandono dell'agricoltura e a una gestione forestale insufficiente. D'estate il pericolo si traduce in un rischio inaccettabile, con un aumento della popolazione nella zona, condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo degli incendi boschivi e una capacità molto limitata di autoprotezione e di lotta contro il fuoco. I comuni di Riba-roja de Túria e Paterna sono un caso emblematico di questa situazione (Figura 1). Le loro aree urbane condividono la zona naturale protetta «La Vallesa», che fa parte del Parc Natural del Túria. Solo tra il 2000 e il 2016 questa zona ha subito 40 incendi boschivi, sempre più distruttivi a causa del rapido sviluppo urbanistico dell'area. Come in tutti gli incendi di interfaccia, l'impatto del fuoco a Riba-roja de Túria e Paterna può coinvolgere non solo vite umane e abitazioni, ma anche infrastrutture critiche (linee elettriche), causare danni ambientali (per es. alla qualità dell'aria, erosione, perdita di biodiversità) e avere effetti negativi anche sul piano economico (per es. sul settore turistico).

Figura 1. Area di attuazione del progetto GUARDIAN

Il progetto GUARDIAN propone una strategia di IFM innovativa per aumentare la resilienza al fuoco delle comunità di Riba-roja de Túria e Paterna. GUARDIAN si basa su un modello di gestione sostenibile dell'ambiente naturale per garantire la protezione della popolazione e dei suoi beni dagli incendi boschivi, contribuendo alla tutela del Parc Natural del Túria. Grazie al sostegno del programma Azioni Urbane Innovative dell'Unione europea (Urban Innovative Actions) e al lavoro coordinato di tutti i suoi partner (i Comuni di Riba-roja e Paterna, la società di consulenza in ingegneria ambientale MEDI XXI, l'azienda locale di gestione idrica HIDRAQUA, il centro tecnologico dell'acqua CETAQUA e i centri di ricerca forestale della Universitat Politècnica de València e di economia dell'acqua della Universitat de València), GUARDIAN attua una strategia combinata basata sull'uso di acqua rigenerata per la prevenzione e la protezione dagli incendi, con schemi di irrigazione automatici nell'interfaccia, su interventi selvicolturali e di miglioramento della qualità ambientale e sulla sensibilizzazione al rischio e l'educazione della popolazione (Figura 2).

Figura 2. Schema concettuale del progetto GUARDIAN (adattato da Dalmau, 2020)

Il successo del progetto dipende i) dalla garanzia di un elevato rendimento delle infrastrutture preventive progettate (i cosiddetti tagliafuoco verdi); ii) dall'attuazione di un modello di economia circolare del ciclo dell'acqua, con l'impiego di acqua rigenerata per l'irrigazione; iii) dalla garanzia di un approccio partecipativo e di co-attuazione con tutti gli attori coinvolti, in particolare con la popolazione residente nell'interfaccia; e iv) da un miglioramento della qualità degli ecosistemi del Parc Natural del Túria. Di seguito si descrivono gli aspetti tecnici più rilevanti relativi a questi quattro punti.

2.1. Progettazione e realizzazione dei tagliafuoco verdi

L'asse principale attorno a cui ruota la strategia di gestione integrata degli incendi di GUARDIAN è la costruzione di tagliafuoco verdi, un'infrastruttura di prevenzione e protezione dal fuoco pensata per essere realizzata in determinati tratti del perimetro delle zone di interfaccia dei comuni di Riba-roja de Túria e Paterna. Questa infrastruttura è una soluzione innovativa di selvicoltura ecoidrologica sostenibile (del Campo et al., 2017) che combina trattamenti selvicolturali con apporti idrici artificiali distribuiti mediante irrigazione prescritta con acqua rigenerata, programmata in modo automatico (Figura 3). Sebbene si tratti di una tecnica nuova a livello europeo, esistono precedenti di tagliafuoco verdi (in questo caso senza irrigazione artificiale) in altre aree del mondo colpite dal problema degli incendi boschivi (per es. Cina e Stati Uniti), i cui progetti e le cui lezioni apprese (per es. St. John e Ogle, 2009; Cui et al, 2019, Wang 2017) sono serviti da base per la progettazione di questa infrastruttura nell'ambito di GUARDIAN.

Figura 3. Approssimazione del profilo desiderato in un tagliafuoco verde (Fonte: Dalmau, 2020).

Gli interventi eseguiti in GUARDIAN per realizzare i tagliafuoco verdi, progettati come fasce perimetrali di difesa con vegetazione piroresiliente, larghe tra 50 e 60 m e umidificate artificialmente con irrigazione automatizzata tramite cannoni ad acqua, comprendono una sequenza di attività multidisciplinari. In primo luogo, includono strategie classiche di selvicoltura preventiva antincendio (cioè la modifica della quantità e della continuità del combustibile all'interno della fascia mediante diradamento, decespugliamento e potatura), combinate con l'introduzione di specie ad alta resilienza al fuoco (per es. specie con elevata capacità di trattenere l'umidità in foglie e fusti, con basso carico di combustibile e bassi livelli di oli essenziali, con scarsa tendenza ad accumulare necromassa in piedi, ecc.) e con altri aspetti più innovativi, come l'introduzione del fattore vento nella progettazione e nell'orientamento delle fasce. Seguono poi attività di ingegneria del paesaggio, ingegneria idraulica e ingegneria civile per la progettazione, il dimensionamento e la realizzazione della rete di irrigatori. Infine, vanno ricordati gli interventi necessari per configurare e programmare una rete di sensori (composta da apparecchiature di rilevamento degli incendi, sensori agronomici, sensori meteorologici e di parametri ambientali) per il controllo del sistema automatico di aspersione, che deve rispondere al fabbisogno irriguo della fascia tagliafuoco. In questo senso, si stabiliscono diversi schemi di irrigazione in funzione del loro obiettivo: fornire acqua di contrasto (durante l'incendio), acqua preventiva (non metabolizzata, apportata nei giorni di massimo rischio di incendio boschivo) e acqua strutturale (metabolizzata, apportata per ridurre la disponibilità del combustibile a breve e medio termine).

Stabilire quando è opportuno avviare l'irrigazione e per quanto tempo occorre irrigare (in base alle condizioni ambientali e allo stato idrico della vegetazione) è un compito scientifico che rappresenta un progresso significativo rispetto allo stato dell'arte. A tal fine è stato condotto un lavoro di ricerca sperimentale in campo per quantificare i processi ecoidrologici ed energetici tra atmosfera, alberi e suolo in una parcella rappresentativa del bosco di «La Vallesa». L'estrapolazione dei risultati alla scala dell'intero bosco si basa sulla calibrazione di modelli ambientali (siccità, rischio di incendio, atmosfera), ecofisiologici (stress idrico/vigore della vegetazione, struttura, modelli di combustibile) e idrologici (umidità del suolo, traspirazione, deflusso superficiale), tarati sui dati raccolti in campo e su diversi parametri ecofisiologici indicatori della risposta ai trattamenti irrigui in diverse condizioni ambientali (sia meteorologiche sia edafiche).

2.2. Infrastruttura idraulica per l'irrigazione preventiva e di estinzione

L'acqua utilizzata in GUARDIAN nasce dall'adozione di un modello di gestione sostenibile del ciclo dell'acqua nei comuni di Riba-roja de Túria e Paterna che applica i concetti dell'economia circolare. Il Libro bianco sull'acqua e l'economia circolare (Tahir et al., 2018) raccoglie i fondamenti per mettere in relazione la gestione dell'acqua e le pratiche di economia circolare in un contesto di cambiamento climatico e di scarsità idrica generalizzata. Tra le altre azioni, vi si menzionano la valorizzazione e il riutilizzo degli effluenti di scarico mediante trattamenti di rigenerazione come alternativa sostenibile all'uso delle risorse idriche convenzionali. Seguendo queste raccomandazioni, GUARDIAN ha sviluppato una soluzione tecnica per valorizzare l'acqua in uscita dall'impianto di depurazione delle acque reflue (EDAR) «Camp de Túria II» e impiegarla per l'irrigazione dei tagliafuoco verdi e per la riqualificazione del bacino di «La Vallesa». Il trattamento ha l'obiettivo di eliminare i cosiddetti microinquinanti organici (OMP, dall'acronimo inglese). Queste molecole hanno senza dubbio origine antropica (per es. pesticidi, prodotti farmaceutici, cosmetici, ecc.) e sono presenti nelle acque superficiali del bacino del Júcar a causa dell'uso di insetticidi nelle colture agricole e degli scarichi provenienti dagli impianti di depurazione delle acque reflue.

Nell'ambito del progetto è stato progettato e installato un impianto di trattamento terziario mirato all'eliminazione degli OMP, che consiste in un trattamento con ozono dell'effluente dell'EDAR «Camp de Túria II», seguito da una biofiltrazione e da una clorazione finale. L'ozonizzazione si è dimostrata uno strumento efficace che consente, a basso costo, di ridurre la tossicità degli effluenti eliminando la maggior parte degli OMP presenti negli effluenti secondari degli impianti di depurazione urbani (Gomes et al., 2017). Le unità di biofiltrazione costituiscono una barriera aggiuntiva per i microinquinanti eventualmente sfuggiti all'ozonizzazione. Infine, la clorazione finale garantisce l'assenza totale di microrganismi patogeni.

La capacità di trattamento dell'impianto di rigenerazione dell'acqua (ERA, Estación Regeneradora de Agua) è di 10 m3/h. Il funzionamento previsto in regime continuo corrisponde a una produzione annua stimata di acqua rigenerata di 80.000 m3/anno. Quest'acqua sarà trasportata, attraverso un totale di 6,5 km di condotte e cinque serbatoi di accumulo (interrati o seminterrati), fino a 40 cannoni ad acqua installati in diverse aree di Riba-roja e Paterna (Figura 4). I cannoni hanno una gittata di 40 m e lavorano con una portata di 800 L/min (Figura 5). Nel corso del 2021 sono state completate le opere civili di tutta l'infrastruttura idraulica e sono state eseguite prove di messa a punto per garantire il corretto funzionamento dell'impianto.

Figura 4. Infrastruttura idraulica di GUARDIAN. L'acqua rigenerata prodotta nell'ERA viene trasportata al serbatoio di accumulo principale «Alpha», da cui viene distribuita a tre zone di interfaccia: «Cañada Norte», «Cañada Sur» e «Els Pous». L'infrastruttura in queste tre zone è composta da serbatoi di accumulo dell'acqua («Bravo», «Delta» e «Charlie») e da cannoni irrigatori con una gittata di 40 m (zone ombreggiate in rosso nell'immagine). È prevista l'installazione di 6 cannoni a «Cañada Norte» e a «Els Pous» e di 14 a «Cañada Sur». Nell'angolo nord-occidentale vengono installati 14 cannoni irrigatori che ricevono l'acqua dal serbatoio di accumulo «Echo», il quale a sua volta è alimentato da un canale irriguo (acequia) già esistente.

Figura 5. Prove idrauliche del sistema di irrigazione © SIDEINFO installato nella zona di interfaccia di Masía Traver

2.3. Miglioramento integrato degli ecosistemi

Con il suo approccio integrato, il progetto GUARDIAN include anche interventi complementari per aumentare la qualità ambientale e la resilienza al fuoco di alcune zone vulnerabili di «La Vallesa» (Figura 6). In primo luogo, sono previsti decespugliamenti meccanizzati per eliminare il canneto, trattandosi di una specie invasiva molto infiammabile e con una grande quantità di necromassa. Vengono inoltre eseguiti diradamenti della rinnovazione di pino d'Aleppo (Pinus halepensis) in aree eccessivamente dense (6000 – 12000 piante/ha) rigenerate dopo l'incendio boschivo del 1994 avvenuto nella zona. È prescritta un'intensità di diradamento tale da ridurre la densità fino a un valore di circa 900 piante/ha. Sono inoltre programmati decespugliamenti e potature selettive in zone specifiche nelle quali conviene eliminare i combustibili a scala e favorire discontinuità nella massa forestale.

Allo stesso modo, GUARDIAN include azioni per la riqualificazione del laghetto di La Vallesa. Gli interventi di sistemazione di quest'area consistono essenzialmente nel rimuovere i fanghi in eccesso, apportare acqua rigenerata per migliorare la qualità del laghetto e riparare e sistemare tutto l'ambiente circostante (diga, sentieri, parapetti, ecc.) per adibirlo ad area ricreativa per i visitatori.

Figura 6. Interventi complementari di miglioramento della resilienza e della qualità ambientale del progetto GUARDIAN. a) eliminazione del canneto; b) laghetto di «La Vallesa»; c) diradamento della rinnovazione di pino d'Aleppo; d) potatura selettiva.

2.4. Co-attuazione e partecipazione dei portatori di interesse

Come ogni progetto di IFM, GUARDIAN è stato concepito prevedendo la partecipazione di tutti i portatori di interesse. Tra questi, va sottolineato che il progetto ha potuto contare fin dall'inizio sulla complicità della Coordinadora en Defensa de los Bosques del Túria, che riunisce 27 realtà diverse, tra cui associazioni di residenti, scuole e organizzazioni ambientaliste e culturali. Anche i servizi di emergenza (protezione civile, polizia e vigili del fuoco) sono attori chiave del progetto, con un coinvolgimento essenziale in tutte le sue fasi (progettazione, attuazione ed esercizio). Il progetto ha inoltre ottenuto l'approvazione dell'EPSAR (Entidad Pública de Gestión de Aguas Residuales de la Comunidad Valenciana, ente pubblico per la gestione delle acque reflue della Comunità Valenciana), indispensabile per l'esecuzione delle opere relative all'infrastruttura idraulica, e ha suscitato l'interesse di vari organismi legati alla gestione e alla tutela dell'acqua (per es. le organizzazioni europee dell'acqua WSSTP (Water Supply and Sanitation Technology Platform) e WRE (Water Reuse Europe)).

Per quanto riguarda in particolare la cittadinanza, forse l'utente finale più importante di GUARDIAN, il progetto prevede, nella fase di attuazione, un programma di formazione, sensibilizzazione e comunicazione del rischio di incendi boschivi rivolto alla popolazione di Riba-roja de Túria e Paterna (Figura 7). Destinato a diversi gruppi (per es. studenti, residenti delle zone di interfaccia, persone con disabilità, ecc.), il programma comprende varie attività, come laboratori partecipativi e incontri (per es. dedicati all'educazione sul cambiamento climatico e sulla resilienza al fuoco nelle zone di interfaccia), visite alle aree di intervento del progetto GUARDIAN, attività dimostrative di fuoco prescritto e irrigazione prescritta e corsi di formazione sul giardinaggio antincendio (pirogiardinaggio) e sull'autoprotezione.

Figura 7. Incontro informativo del progetto GUARDIAN con i residenti dell'interfaccia.

3. Discussione

3.1 Principali sfide di attuazione

Nei progetti pubblici di innovazione con un marcato approccio olistico come GUARDIAN, le sfide di attuazione si presentano di continuo. Queste sfide sono dovute essenzialmente alla complessità intrinseca di una gestione integrata e partecipativa, alle difficoltà legate all'attuazione di progetti di sviluppo in collaborazione pubblico-privata e all'intento di promuovere un avanzamento significativo rispetto allo stato dell'arte e della tecnica.

Da un lato, bisogna tenere presente che attuare e sperimentare soluzioni originali e innovative attraverso un approccio autenticamente partecipativo, che consideri le interconnessioni tra le dimensioni sociale, economica e ambientale, implica un elevato grado di rischio per le autorità urbane. Tuttavia, le amministrazioni in generale e i funzionari pubblici in particolare operano in un contesto in cui il livello di avversione al rischio è tradizionalmente alto. Inoltre, le procedure di appalto pubblico e l'ottenimento delle autorizzazioni, con le loro inevitabili difficoltà e tempistiche, e le tensioni finanziarie che comportano progetti di grandi dimensioni come GUARDIAN possono compromettere in modo significativo il successo dell'attuazione. Per questi motivi, un prerequisito fondamentale per i progetti di innovazione attuati su scala comunale è poter contare su una leadership positiva, proattiva e impegnata durante l'intero ciclo di vita del progetto, in grado di individuare i pericoli in modo efficiente e di proporre misure correttive per superarli. In GUARDIAN la guida tecnica è stata affidata al gruppo di ingegneria comunale di Riba-roja, che l'ha esercitata in modo esemplare, sfruttando le sinergie di un'équipe trasversale, multidisciplinare ed eterogenea sotto diversi profili: giuridico (enti pubblici, università e imprese private), dimensionale (grandi e piccole imprese), organizzativo, ecc. È stata inoltre necessaria una leadership e un impegno politico da parte delle amministrazioni locali per un buon dialogo con la cittadinanza e con gli altri portatori di interesse (amministrazioni regionali e nazionali, gestori del rischio e delle emergenze, mezzi di comunicazione, ecc.).

In effetti, lo sviluppo di alleanze e collaborazioni solide e basate sulla fiducia tra enti pubblici, settore privato e società civile è ampiamente riconosciuto come la pietra angolare di politiche efficaci di sviluppo urbano sostenibile (European Union, 2019). Le organizzazioni, così come i singoli individui e gli utenti finali esterni alle autorità urbane, sono sempre più disposti a contribuire alla ricerca e all'attuazione di nuove soluzioni per le sfide sociali attuali (von Shomberg, 2013, European Commission, 2013). Le autorità urbane devono quindi sfruttare l'intelligenza collettiva dei diversi portatori di interesse per trovare nuovi approcci che producano risultati efficaci di fronte a sfide ambientali e sociali come quelle rappresentate, in questo caso, dagli incendi di interfaccia urbano-foresta. In questo senso, gli utenti finali di GUARDIAN sono attori chiave nel processo di attuazione. Come già accennato, il progetto è stato concepito con l'intento di essere co-attuato insieme ai portatori di interesse locali. Tuttavia, l'attuale crisi pandemica ha reso questo processo estremamente difficile. L'emergenza sanitaria ha ovviamente comportato una limitazione dei contatti personali tra tutte le parti interessate, aspetto molto importante per ottenere una comunicazione fluida ed efficace. Sebbene sia stato possibile svolgere alcune attività di comunicazione e sensibilizzazione e alcune visite formative in loco, il programma di partecipazione previsto in GUARDIAN dovrà necessariamente essere completato durante la fase di esercizio del progetto.

Per quanto riguarda le sfide tecniche di un progetto innovativo come GUARDIAN, esse sono state molteplici e si sono presentate in diverse fasi dell'attuazione, dato che l'innovazione e lo sviluppo sono stati presenti in molte delle attività che hanno composto il piano di lavoro. Tra le altre, vanno ricordate l'ottimizzazione delle condizioni di funzionamento dell'ERA per ottenere un flusso in uscita di qualità adeguata al suo impiego come acqua irrigua nelle zone di interfaccia; il calcolo della prescrizione irrigua nei tagliafuoco verdi, in base alle condizioni ambientali, al fabbisogno della vegetazione e all'acqua disponibile in ogni momento; e la progettazione di una rete di sensori che consenta il monitoraggio dei parametri esterni e interni del sistema per un funzionamento pienamente autonomo. In tutti i casi citati il livello di innovazione e l'avanzamento rispetto allo stato dell'arte sono stati notevoli e, proprio per questo, la loro efficacia dovrà essere dimostrata durante la fase di esercizio di GUARDIAN.

3.2 Fattibilità e scalabilità del progetto GUARDIAN

GUARDIAN è stato concepito come una prova sperimentale di una soluzione di gestione sostenibile e integrata degli incendi mai testata prima nell'Unione europea su scala urbana reale. Il progetto deve raggiungere in modo sostenibile obiettivi economici, ecologici e sociali, tenendo conto delle sinergie e degli effetti antagonisti tra i diversi servizi ecosistemici, in circostanze in cui il cambiamento climatico aggiunge ulteriore complessità e comporta nuove sfide e minacce, come la conservazione dei pozzi di carbonio, periodi di siccità prolungata, nuovi scenari di incendi di maggiore intensità e severità, ecc. (Lagergren e Jönsson, 2017). Tutto ciò pone sfide importanti nella quantificazione della fattibilità economica del progetto e nella definizione di un processo di monitoraggio e valutazione che assicuri la sostenibilità e la scalabilità di GUARDIAN ad altre zone di interfaccia. Per affrontare queste sfide, GUARDIAN ha sviluppato un sistema di indicatori che sarà di grande aiuto per quantificare l'impatto finale del progetto e valutarne l'attuazione in altre aree di interesse. Una parte essenziale della fase iniziale di esercizio di GUARDIAN consisterà nel quantificare, per esempio, la superficie di habitat naturali conservati, la produzione di acqua rigenerata, la popolazione che beneficia delle misure di protezione dagli incendi boschivi attuate, i costi di investimento, esercizio e manutenzione delle strutture e i benefici economici dei servizi ecosistemici apportati dall'attuazione di GUARDIAN (conservazione della biodiversità, disponibilità di acqua, servizi ricreativi e riduzione del rischio di catastrofi naturali, ecc.)

Si stima fin d'ora che il potenziale di scalabilità di GUARDIAN a livello europeo sia elevato, data la grande estensione di aree di interfaccia vulnerabili agli incendi boschivi presenti in tutto il bacino del Mediterraneo. In ogni caso, l'attuazione di GUARDIAN richiede una parametrizzazione accurata dell'intero sistema in funzione delle circostanze specifiche di ciascuna zona per quanto riguarda vegetazione, ciclo dell'acqua, condizioni meteorologiche e comportamento atteso del fuoco. L'esempio e le metodologie sviluppate in GUARDIAN saranno senza dubbio una guida preziosa per altri comuni che vogliano affrontare questa sfida e attuare una soluzione di gestione integrata degli incendi boschivi a beneficio della popolazione e dell'ambiente naturale.

4. Conclusioni

GUARDIAN è un esempio di progetto di IFM basato essenzialmente sull'esecuzione di trattamenti selvicolturali secondo linee guida e criteri di gestione forestale sostenibile (preventiva contro gli incendi, orientata alla maturità, ecoidrologica e adattativa al cambiamento climatico), che mira a limitare l'intensità e la propagazione degli incendi boschivi, migliorando la resilienza dei popolamenti forestali e contribuendo a creare aree difendibili per i mezzi di estinzione accanto ai nuclei urbani nell'interfaccia. L'attuazione di GUARDIAN comporta inoltre la creazione di aree di protezione di alto valore ambientale e paesaggistico attorno alle zone vulnerabili al fuoco, favorendo diversi servizi ecosistemici (per es. valorizzazione dell'acqua, fissazione dei gas serra, protezione dall'erosione, mantenimento della biodiversità, ecc.). Lo sforzo di innovazione richiesto dalla sua progettazione è stato evidente e ha rappresentato un avanzamento significativo dello stato dell'arte e della tecnica nelle scienze forestali e nell'analisi del rischio di incendi boschivi. Completata la fase di attuazione, il successo di GUARDIAN nella fase operativa dipenderà ora dal coinvolgimento, dalla responsabilità e dalla complicità di tutti i soggetti interessati, a partire dalle amministrazioni locali e dai servizi di emergenza, e con la partecipazione attiva della cittadinanza, destinataria ultima dell'impatto di GUARDIAN.

Ringraziamenti

Questo lavoro è stato finanziato da Urban Innovation Actions – European Union (UIA03-338 – GUARDIAN Project).

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