Notizia · 1 aprile 2019

Tavola rotonda di Las Provincias a Efiaqua

Tavola rotonda di Las Provincias a Efiaqua su GUARDIAN, che userà l’acqua del depuratore Camp de Túria II per prevenire gli incendi a La Vallesa.

Efiaqua, la fiera internazionale per la gestione efficiente dell’acqua, ha ospitato ieri una tavola rotonda, organizzata da LAS PROVINCIAS in collaborazione con Hidraqua, durante la quale sono stati presentati i progressi del progetto che cambierà il modo di prendersi cura dell’ambiente e di prevenire gli incendi boschivi. Il progetto Guardian, che beneficia di una sovvenzione di 5,5 milioni di euro dell’Unione europea, migliorerà la preparazione e la resilienza agli incendi boschivi del Parco naturale del Túria e dell’area boscosa de La Vallesa.

Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso il riutilizzo delle acque reflue provenienti dal depuratore Camp de Túria II. Si stima che l’iniziativa proteggerà i circa 3.300 residenti delle aree residenziali di Els Pous, Valencia la Vella e Masía de Traver, oltre a preservare uno dei polmoni verdi della città di Valencia.

«L’Europa ha scommesso sulla voglia e sull’entusiasmo per raggiungere gli obiettivi»

Francesc Hernández. Professore ordinario della Universitat de València

Circolarità, resilienza e adattamento al cambiamento climatico sono i tre pilastri di questo progetto innovativo guidato dal Comune di Riba-roja de Túria, dal Comune di Paterna, da Hidraqua, Medi XXI, Universitat de València, Universitat Politècnica de València e Cetaqua, con la collaborazione del Parc Natural del Túria (Generalitat Valenciana).

Per illustrare Guardian, alla tavola rotonda erano presenti i responsabili dei principali attori, che hanno spiegato uno a uno il proprio ruolo affinché il progetto, già in fase di sviluppo e che si concluderà nel 2021, arrivi a un grande successo.

Progetto Guardian

Ad aprire gli interventi è stato il tecnico del Comune di Riba-roja del Túria e project manager del progetto Guardian, Vicente Adobes, che ha spiegato che «ci sarà una fase di analisi delle condizioni climatiche, della flora, ecc. per capire quali azioni dobbiamo mettere in atto per migliorare le caratteristiche e la qualità della flora. Verranno eseguiti lavori di diserbo per ridurre la massa forestale e sostituiremo persino le specie non adatte. Creeremo anche fasce tagliafuoco verdi, zone in grado di ridurre la velocità del fuoco…». Inoltre, ha sottolineato il tecnico, verrà recuperata la zona umida del lago de La Vallesa, migliorando la qualità dell’acqua che proverrà dal depuratore di acque reflue Camp De Túria II. Verrà realizzato un impianto complementare tramite un depuratore compatto per migliorare il volume di scarico che utilizzeremo. Disporremo anche di un impianto idraulico per irrigazioni prescritte. Persino in situazioni di pericolo di incendio, siccità, vento o temperature elevate potremo aumentare l’umidità, in modo che sia più difficile che si incendi e, se ciò accade, lo si possa controllare, così che i mezzi umani e materiali possano essere destinati ad altre zone».

«Forniremo le informazioni necessarie perché sia efficiente»

Antonio del campo. Docente di Ingegneria idraulica alla UPV

Da parte sua, Juan Antonio Sagredo, sindaco di Paterna, ha evidenziato l’importanza del fatto che sette parti, sia pubbliche sia private, si siano accordate per portare avanti il progetto, e che questa debba essere la formula per creare casi di successo nella società attuale. «In realtà le misure non nascono con Guardian: è da tempo che mettiamo in campo interventi. Quest’anno ricorre il 25° anniversario dell’incendio de La Vallesa e da allora si è lavorato molto».

Sagredo ha sottolineato che «la cosa più importante è crederci, che vada oltre il colore del governo di turno e che sia incorporato nel DNA. Vorrei evidenziare tre aspetti del progetto. Il recupero della laguna de La Vallesa, l’importanza di educare i residenti perché abbiano nelle loro case piante che respingano l’incendio, l’educazione affinché i bambini acquisiscano la necessaria consapevolezza e, cosa fondamentale, i preziosi studi preliminari che verranno realizzati. È importante adottare misure, ma è ancora più importante che ci sia un piano strategico basato su quegli studi preliminari».

«Quando la nostra tecnologia svolge la sua funzione, dà una grande soddisfazione»

Ferran Dalmau. CEO di Medi XXI

Come ha spiegato Robert Raga, sindaco di Riba-roja del Túria, l’iniziativa è nata da un progetto rimasto nel cassetto che, grazie al lavoro di tutti, era diventato uno dei progetti più importanti d’Europa nella lotta contro gli incendi. «È un progetto che riguarda la sicurezza dei residenti e che combatte il cambiamento climatico. Ringrazio gli altri compagni di viaggio per condividere questa passione e per averla accolta così bene e così rapidamente».

Riguardo all’utilizzo dell’acqua del depuratore di acque reflue Camp De Túria II, Jordi Azorín, direttore territoriale di Hidraqua, ha spiegato che uno dei principali problemi era che nessuno voleva l’acqua depurata, poiché «in questo contesto specifico si trova vicino al centro abitato e vicino al fiume, quindi questo progetto riunisce tutti i fattori per dare uno sbocco a quest’acqua. Ci siamo resi conto che c’era un problema con i microinquinanti, ma grazie all’impianto pilota è stato risolto e ora è tutto pronto per il progetto».

«Proponiamo una filiera di riutilizzo per eliminare gli inquinanti»

Mario ruiz. Product manager di Cetaqua

Riprendendo le parole di Azorín è intervenuto Mario Ruiz, project manager dell’area risorse idriche, produzione e rigenerazione di Cetaqua. «In Guardian proponiamo una filiera di riutilizzo e trattamento per eliminare i contaminanti microorganici, una rigenerazione avanzata dell’acqua per riutilizzarla. Si tratta di una soluzione innovativa: riutilizzavamo già l’acqua per l’agricoltura, l’uso industriale, l’uso urbano, ecc., ma ora è per la lotta contro gli incendi e per recuperare lo stagno de La Vallesa. Gestiremo l’impianto per due anni e l’idea è riuscire a eliminare i composti, ma si tratta di una soluzione integrale che elimini microrganismi, farmaci, residui dei prodotti per la cura della persona… e deve essere modulare, così che alla fine del progetto continui a funzionare e possa essere scalata e trasferita in altri luoghi».

«Questa deve essere la formula per creare casi di successo nella società attuale»

Juan antonio Sagredo. Sindaco di Paterna

Quando alla fine la tecnologia implementata svolge la sua funzione e protegge sia le persone sia l’ambiente, riesce a generare un senso di soddisfazione, ha commentato Ferran Dalmau, CEO di Medi XXI, che ha osservato: «quando tua madre, che vive in una zona di interfaccia, ti dice che la prima cosa che farebbe allo scoppio di un incendio sarebbe chiamare te, ti rendi conto che alle persone che vivono in queste zone mancano molta formazione e informazione. Non c’è consapevolezza, da parte della gente, del fatto che insieme alla proprietà si acquisisce anche il rischio per quanto riguarda incendi, alluvioni o disastri naturali». Dalmau ha precisato che l’acqua che consumiamo proviene da una percentuale minima delle risorse esistenti, poiché non sono accessibili, e che «l’acqua che beviamo nasce nei boschi, per questo è molto importante prendercene cura. Se distruggiamo le risorse, non so bene che pianeta lasceremo ai nostri figli».

«Finalmente diamo uno sbocco all’acqua reflua di questo depuratore»

JOrdi Azorín. Direttore territoriale di Hidraqua

Oltre alle istituzioni e all’impresa privata, anche l’università svolge un ruolo chiave nel progetto. Con l’obiettivo di apportare le proprie conoscenze e la base scientifica, il docente del dipartimento di Ingegneria idraulica e Ambiente della UPV, Antonio del Campo, ha illustrato il suo contributo al progetto. «Nel mio dipartimento ci occupiamo dell’acqua in senso ampio, quindi trattiamo il tema dell’idrologia forestale, in cui l’irrigazione richiede una progettazione idraulica che fornirà le informazioni necessarie perché sia efficiente. Il lavoro si basa sulla caratterizzazione delle esigenze delle piante, dell’atmosfera, del suolo… Uniremo l’ecoidrologia alle conoscenze sugli incendi, per studiare come idratare la vegetazione in modo da rallentare la velocità dell’incendio e ridurre l’altezza di fiamma, l’intensità… Inoltre, contribuiremo alla progettazione di aree tagliafuoco verdi e agli interventi di selvicoltura preventiva: sarà una progettazione agronomica con molte particolarità».

«Ci sarà una fase di analisi delle condizioni climatiche, della flora…»

Vicente Adobes. Tecnico del Comune di Riba-roja

Un altro pilastro fondamentale del progetto sarà la sostenibilità economica, per questo Francesc Hernández, professore ordinario della Universitat de València, e il suo gruppo hanno un compito essenziale. Questo dipartimento dedicato all’economia dell’acqua dovrà analizzare gli aspetti economici.

«L’Europa ha scommesso sulla voglia e sull’entusiasmo di questo progetto, ma anche sul modo di raggiungere gli obiettivi. Non è simbolico: tutto ciò che lo circonda è fattibile e realizzabile, quindi la nostra responsabilità è dimostrare che ci sono dei costi, ma che i numerosi impatti positivi che genera per la società, il benessere delle persone e la riduzione del rischio lo rendono conveniente. Dobbiamo quantificare gli impatti positivi, attribuire loro il valore che hanno, perfino esprimerli in euro, dimostrandone la fattibilità. Il progetto è ambizioso nelle metodologie e nelle tecniche applicate, è innovativo e provocatorio, perché calcoleremo anche i costi dell’inazione, dimostrando che agire è più conveniente che non farlo».

«Riguarda la sicurezza dei residenti e il cambiamento climatico»

Robert Raga. Sindaco di Riba-roja

Tutti i soggetti coinvolti nel progetto Guardian ne hanno sottolineato il successo, trattandosi di un progetto ambizioso, pionieristico e che gode della fiducia dell’Europa. Hanno inoltre indicato che il suo successo risiederà non solo nella lotta contro gli incendi boschivi a tutela dell’ambiente e della società, ma anche nella possibilità di esportarlo e scalarlo in altri luoghi d’Europa che si trovano nella stessa situazione del Parco naturale del Túria e dell’area boscosa de La Vallesa.

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